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Il Nostro, amplificando la rauca voce di Alemanno, interviene sul bilancio del Comune di Roma invitando Veltroni a preoccuparsi sui conti che vanno sotto la sua responsabilità: ” … Su questo chiederemo a un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare …”.
Speriamo che il mini-stro Brunetta raccolga l’invito e invii una task force per verificare tutti i buchi, e gli incompetenti, insieme ai responsabili, dei dissesti del patrimonio pubblico se ne vadano a casa.
Questa vicenda, insieme a tutte quelle dei vari buchi, alle quali assistiamo ad ogni cambio di gestione, conferma che la matematica in politica è un’opinione.
Troppo spesso la politica è l’ancora di salvezza dei falliti e degli incompetenti e sono poche le persone che ad oggi hanno amministrato la cosa pubblica con vero spirito di servizio.
Il Nostro, durante la conferenza stampa al parlamento europeo, coglie l’occasione per respingere ogni addebito sul processo Mills, e per “eliminare ogni sospetto“, inoltre chiedera’ ai suoi legali di non usufruire della cosiddetta norma ’salvapremier’, che ” … in realta’ è una norma salva tutti …”.
Citando John F. Kennedy “Siamo tutti berlinesi”
possiamo affermare “Siamo tutti Premier”.
Poi il Nostro continua: “Di quello di cui sono accusato io non c’e’ nemmeno l’ombra di una possibile verita’. Lo giuro sui miei figli”.
Come possiamo mettere in dubbio un giuramento così solenne fatto sui propri figli?
Sempre durante la conferenza stampa, ha proseguito: “Se venisse fuori in maniera chiara la mia colpevolezza forse mi ritirerei dalla vita politica e cambierei forse anche Paese. …”.
Sono certo che non si ritirerà dalla vita politica, per il bene nostro e tutti i suoi elettori, e sono anche certo che non cambierà paese.
Ma, non voleva cambiare il paese?
L’europa ha bisogno di una raddrizzata, il Nostro a distanza di due anni ha trovato un’Europa arretrata « … Due anni fa c’era un gruppo con nomi quali Blair, Aznar, Chirac, Schroeder e anche il sottoscritto. Senza di loro l’Europa ha perso la propria personalità … ».
Forse per il Nostro il tempo passa più lentamente che per noi comuni mortali, e dimentica che due anni fa era presente Zapatero non Aznar, era presente Angela Merkel e non Schröder.
« … C’è vuoto di leadership in questa Europa alla deriva … ».
Il Nostro sicuramente saprebbe come riempirlo questo vuoto, chissà se riuscirà a convincere gli europei come ha convinto gli italiani.
Aveva scritto il Nostro, anche per non correre il rischio di essere intercettato, una lettera al Presidente del Senato per « … stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale … » per « … offrire priorità di trattazione … ai reati più recenti… ». la sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.
E’ evidente che i presunti reati che vedono coinvolto il Nostro possono aspettare.
Se mentre facciamo la fila alla cassa del supermercato, venisse annunciato ‘chi ha una spesa inferiore a tot euro deve lasciar passare gli altri’, probabilmente si creerebbe qualche malumore fra i clienti i fila.
Per fortuna, grazie ai responsabili del settore marketing, è stata concepita la ‘Cassa veloce’.
Ma forse mi confondo e non è l’efficienza che viene ricercata.
Dice, anzi scrive il Nostro, in una lettera inviata al Presidente del Senato affrontando il tema spinoso di un emendamento ’scansaprocessi’ inserito nel decreto sicurezza: «Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti».
Parole che fanno commuovere, quelle del Nostro, per la sincera animosità, la passione e il completo disinteresse personale, per il bene esclusivo della collettività.
Il Nostro continua, asserendo che: «L’opposizione del centrosinistra determina una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale … Sono assolutamente convinto dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica».
Immunità è quello che chiede, che vuole e che otterrà, per evitare che ignobili pregiudizi accusatori lo distolgano dal prezioso lavoro che sta svolgendo per l’interesse del paese.
Il processo ‘Mills‘, l’ennesimo in cui il Nostro è coinvolto, è uno dei soliti processi fantasiosi in cui è incredibilmente e ingiustamente coinvolto.
Che sia chiaro: non sono leggi ad personam, probabilmente reciteranno: tutti gli italiani che ricopriranno le più alte cariche dello stato potranno beneficiare della sospensione dei processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica. Forse un giorno anche altri ne potranno usufruire.
Racconta un ministro presente al CdM di oggi che il Nostro ha detto: «Durante la mia campagna elettorale, ho girato piazze piene di gente e di entusiasmo. E vi assicuro che ogni volta che ho parlato di limitare il sistema delle intercettazioni, la gente mi ha applaudito moltissimo. È un provvedimento che gli italiani vogliono».
Non era noto che il Nostro avesse un applausometro al seguito, nella campagna elettorale, però come fare a non contentare le folle, che a gran voce, hanno posto come una delle priorità del Paese le intercettazioni telefoniche.
La nostra sensibilità telefonica è particolarmente elevata, non dobbiamo dimenticare che nel nostro paese ci sono circa 100 cellulari ogni 100 abitanti. Basta guardarsi intorno e vediamo persone in animate conversazioni telefoniche, non importa che siano alla guida di un’auto o di un bus; l’importante è parlare.
Con questo nuovo decreto, ognuno potrà tranquillamente telefonare, a meno che non sia un criminale incallito, senza quell’ansia da intercettazione che aveva fatto lievitare la vendita di psicofarmaci.
Noi italiani siamo esigenti, vogliamo tante cose, il Nostro lo sa e ci accontenterà tutti, diamogli tempo.
Breve ma intenso, così possiamo definire l’intervento del Nostro all’Assemblea della Confartigianato, dove ha potuto dire “… lasciateci lavorare, il nostro è un governo di fatti, un governo del buonsenso, un governo artigiano che vuole lavorare per cambiare l’Italia …”.
Paura del mini-stro Brunetta, o voglia di mostrare efficienza in tutti i luoghi?.
Sembra che si riesca a scovare fannulloni in ogni angolo da quando ne è iniziata la caccia.
Personalmente non mi stupisco della presenza di vagabondi, che più o meno palesemente zavorrano la pubblica amministrazione, mi chiedo soltanto dove funzionari e dirigenti (che troppo spesso sono promossi o nominati più per affinità politica che per capacità), hanno guardato fino ad oggi.
Preferirei sentir dire dal Nostro che vuol migliorare l’Italia anziché cambiarla, ma forse è solo un refuso.
Il Nostro è tornato a Napoli per controllare la situazione rifiuti, la stampa non ci informa della presenza o meno di bagni di folla acclamanti ‘Silvio Santo Subito’, (speriamo di non leggere sui muri la scritta SILVIO S.S.).
Il Nostro, durante la conferenza stampa ha annunciato l’arrivo di una task force di volontari coordinati dal sottosegretario Guido Bertolaso, per “consegnare i contenitori e far partire la raccolta differenziata“.
I contenitori, per superare l’emergenza, forse avranno dimensioni ciclopiche, non è chiaro al momento dove saranno vuotati una volta riempiti.
Per finire il Nostro ha esclamato: “Basta con le proteste al limite dell’anarchia”, rassicurando tutti che entro luglio la spazzatura sparirà dalle strade.
Confidiamo che venga tolta anche dai marciapiedi.
Nessun frainteso, nessuna interpretazione tendenziosa di giornalisti ostili nessun complotto o trappola mediatica ma un semplice e banale ‘refuso’, così l’ha definito il Nostro.
Forse con il caso scoppiato in questi giorni, che coinvolge uno dei fiori all’occhiello dell’efficienza padana, e simpaticamente definito ‘clinica degli orrori’, è difficile sostenere la necessità di una stretta sulle intercettazioni.
Quello che era stato presentato in un primo momento come ddl, da discutere nel Cdm di venerdì, sarà invece, come ha fatto sapere il Nostro, un dl: «Il provvedimento è stato definito decreto legge per un mero errore materiale. Non ci sono le condizioni di urgenza. Non credo che questa situazione, anche se si protrae da tempo, ha la necessità d’urgenza per poter fare un decreto».
Chi è abituato a parlare per sigle a volte si confonde, ed è inutile cercare un responsabile, tanto non verrebbe trovato.
I tempi di approvazione del dl ovviamente ci permettono di ipotizzare, che anche per quest’estate, che tarda ad arrivare, le letture succulente, sdraiati sotto l’ombrellone, non mancheranno.
Alla platea dei giovani imprenditori di Confindustria, tenuta a Santa Margherita Ligure, il Nostro nel suo discorso ha dichiarato «Introdurremo il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche … cinque anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, cinque anni di carcere a chi le eseguirà e cinque anni di carcere a chi le propagherà, e una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le pubblicheranno ».
Quando verranno effettuate intercettazioni, propagate (da A) eseguite (da B) ordinate (da C), avremo già un bel crimine da punire con 15 anni, al quale, forse, dovrà essere aggiunto anche il reato di associazione a delinquere, qualora A, B, e C siano 3 persone diverse.
Questa strategia contribuirà senz’altro a rispettare l’impegno, proposto in campagna elettorale, di ridare al Paese una giustizia funzionante, accelerare i tempi dei processi, garantire la certezza della pena, snellire le procedure civili, migliorare il sistema carcerario.
Forse per tutti gli intercettatoristi verrà chiesto nel prossimo Consiglio dei Ministri lo stato di crisi.
