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Durante la conferenza stampa a Napoli il Nostro è tornato sul tema della crisi. Nel suo intervento ha affermato: «Pensiamo che in seguito alla crisi per l’Italia a fine anno ci sarà una riduzione di 37 miliardi di euro per l’erario, se non cambia nulla, il rapporto deficit-pil sarà al 5%».
Le cassandre non voglio zittirsi e il continuare a parlare di crisi e di dati negativi, provoca, ha detto il Nostro: «un sentimento di sfiducia e di paura nel pubblico di consumatori che si trattiene dal consumare».
Questo insensato comportamento di risparmio determina le conseguenze negative che poi ci circondano, occorre fiducia, entusiasmo e ottimismo.
Qualcuno potrebbe chiedersi: come mai appelli alla fiducia entusiasmo e ottimismo non vengono lanciati anche da altri leader europei.
La risposta è semplice, abbiamo il governo più forte, più solido e più operativo della galassia, il Nostro è un ‘utilizzatore finale‘ particolarmente attivo, possiamo essere da meno?
Orsù andiamo e consumiamo.
Il Nostro ha trovato un suggestivo rimedio per uscire dalla crisi, un pò come la medicina alternativa, quasi mai guarisce i malati ma spesso li fa star meglio. Il suo rimedio è quello «… chiudere la bocca a tutti questi organismi internazionali che ogni giorno dicono la crisi di qua e la crisi di là e anche agli organi di stampa che tutti i giorni danno incentivi alla paura e diffondono il panico».
La crisi sparirà solo quando trionferà l’ottimismo.
«…Dobbiamo fare in modo che gli italiani tornino ai loro stili di vita precedenti perché non non hanno nessun motivo di ridurre i loro consumi».
La stampa disfattista ancora non ha capito che festini, escort, cene e dopocene non rappresentano un’abitudine eticamente discutibili del Nostro, ma sono la principale strategia per esorcizzare e allontanare questa maledetta crisi caratterizzata da fattori psicologici.
Il Nostro sembra sia rimasto scandalizzato (c’è chi è abituato) alla lettura odierna de ‘il Giornale’, quotidiano diretto dal fratello.
La notizia che campeggiava in prima pagina era esplicita “Le escort del clan D’Alema – I nostri festini hard a Montecitorio-.
Il Nostro non ha potuto fare a meno di dichiarare: «Non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi ed alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno per questo esprimo perciò tutta la mia solidarietà a Lorenzo Cesa. … basta un titolo che fa un nome per criminalizzare una persona e sconvolgere una famiglia. … Lo stesso voglio dire espressamente … per quanti siano stati colpiti oggi da questo tipo di polemiche. Sono stato facile profeta quando ho previsto che l’imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata. Poiché io ho denunciato aggressioni a mio danno nessuno può pensare che io possa approvare analoghi metodi ed aggressioni nei confronti di chiunque».
Forse il Nostro non ha bisogno di essere profeta per conoscere in anticipo quello che scrive o scriverà il giornale di famiglia. Gli interessati probabilmente non sono neppure troppo turbati, se le notizie sono false ci sarà chi pagherà e se le notizie sono vere allora un plauso alla trasparenza della stampa.
Per il momento il segretario nazionale UDC Lorenzo Cesa ha dichiarato «Non ho mai partecipato a festini, nè ho mai frequentato minorenni o persone che fanno uso di droga. Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal Presidente del Consiglio».
Chi sa a cosa si riferiva L.C., visto che il Nostro, quando ha saputo delle affermazioni di Cesa ha aggiunto « … Non ho mai partecipato a cosiddetti festini, non ho mai frequentato minorenni né so a chi si riferisca quando parla di persone che fanno uso di droga. … Spero che torni in se e che risponda alle provocazioni con la stessa serenità e con lo stesso stile con cui reagisco io»
da ‘il Giornale’ del 26-06-2009
da ‘il Corriere.it’ del 26-06-2009
Se abbandoniamo la crisi psicologica che forse è presente nel paese è impossibile non condividere le affermazioni del Nostro sulla bella vita che conduce: «.. La vita è così bella… Molto meglio vivere la vita normale, come viene. E d’altronde io alla mia età non cambio… Non cambio. Gli italiani mi vogliono così, il mio gradimento è al 61%. Sentono che sono buono, generoso, sincero, leale, che mantengo le promesse».
Non abbiamo dubbi sul fatto che la vita del Nostro sia bella come un carosello.
Qualche dubbio sulla sua sincerità è difficile non farselo venire.
Ma come il Nostro dice «… Ma tanto le menzogne poi vengono fuori».
E quando vengono fuori non si chiamano spazzatura e calunnie!
Il Nostro, nel suo intervento all’assemblea di Farmindustria all’Aquila, ha confortato i terremotati dicendo che: «Nessun aquilano deve avere paura che lo Stato si tirerà indietro rispetto a ragionevoli richieste. Il Governo si è impegnato a rispondere e non ci saranno dei no. Le seconde case saranno ricostruite dallo Stato al cento per cento».
Quindi, anche se dal Parlamento non uscirà il provvedimento voluto, gli aquilani e i terremotati tutti devono convincersi che lo Stato è dalla loro parte e non si tirerà indietro.
Purtroppo le scosse continuano (e non solo quelle profetizzate da D’Alema), ma per fortuna la Protezione Civile è già sul posto.
da ‘il Corriere.it’ del 25-06-2009
Il Nostro, nel suo intervento all’assemblea di Farmindustria all’Aquila, ha detto che: «Nonostante tutto quello che si scrive e che si dice in questi giorni, mi hanno appena comunicato che il mio gradimento è al 61%».
E’ un record assoluto in Occidente, il Nostro ha tenuto a sottolineare, infatti l’informazione diffusa e libera, presente nel nostro paese, e consentito a chiunque valutare in modo imparziale tutto ciò che ci circonda.
Il 61% è un record che solo i regimi antidemocratici o dittatoriali si possono permettere di avere, in quanto l’informazione pilotata e controllata impedisce la valutazione critica dei fatti.
Per il Nostro, ormai alla vigilia del G8, si tratta solo di un’ondata di fango alla quale bisogna resistere.
E così, sdrammatizzando e facendo quadrato intorno al Nostro, che ci fa sapere: «Chi vuole colpire con l’odio me e il governo colpirà il Paese».
E così, avere informazioni sulla condotta di chi forse predica male e razzola peggio, diventa solo una campagna persecutoria di odio e di invidia verso chi, per il bene del paese, si sta impegnando al massimo.
I preparativi per l’accoglienza dei grandi della terra si stanno concludendo e ‘l’ondata‘ non deve, e non può, incrinare l’immagine cristallina che il Nostro si è già faticosamente conquistato all’estero.
Siamo tutti sulla corda, trepidanti per le sorti del Nostro, che imperterrito col vento in poppa deve affrontare tempeste e bonacce. In attesa delle risposte alle oramai dieci inesaudibili domande, se potessimo ne porgeremmo, al Nostro, volentieri altre dieci.
- Quante persone possono ricattarlo?
- Quante lo hanno già ricattato?
- Quanti sono stati accontentati?
- Cosa ne hanno ricevuto in cambio?
- Se ci sono stati ricatti esauditi, quanto sono costati alla collettività?
- Ritiene che il prestigio internazionale italiano sia offuscato dalla vicenda?
- Esiste una proposta di legge per la riapertura delle case chiuse?
- Quando parla di quote rosa a cosa si riferisce?
- Perché la D’Addario non si è meritata un posto da ministra?
- Per finire, siamo curiosi di conoscere il parere dell’utilizzatore finale – Chi è stata la migliore?
In occasione della presenza del Nostro al seggio, per Referendum e ballottaggi, una signora preoccupata per manifestargli la solidarietà lo ha esortato a tener duro.
Il Nostro, con la modestia che lo contraddistingue, l’ha rincuorata: «Perché non dovrei tener duro?».
Ovviamente ha ribadito che ha ricevuto una pesante eredità dai governi precedenti, ma che ha una squadra di ministri bravissimi e perciò avanti col programma, che, sarà assolutamente concreto, che rispetterà quel che ha promesso agli elettori.
Ma nonostante la squadra di ministri bravissimi il Nostro sente l’esigenza di poterne cambiare qualcuno, perché, nel concludere l’intervista dichiara: « Sono convinto che si dovrebbe fare la modifica, che avevamo già realizzato, di concedere al presidente del Consiglio il potere di nominare e dismettere i ministri. Non è logico che in una squadra, se uno non funziona non possa essere sostituito».
Sicuramente il Nostro con tale potere potrebbe certo mantenere più promesse, ma l’allenatore chi è che lo può sostituire?
La Francia di Sarkozy ha deciso di appoggiare la candidatura del polacco Jerzy Buzek come presidente del Parlamento europeo.
Il Nostro dice “Noi auspichiamo che ci possa essere considerazione per questa candidatura perchè Mauro è stimato da tutti. Ho visto - conclude il Nostro - una dichiarazione della sinistra che dice di voler votare contro Mauro: è una vergogna. Ricordo che per Prodi noi abbiamo dato il nostro voto”.
E così anche Sarkozy si aggiungerebbe alla folta schiera dei nemici insieme ai magistrati, a La Repubblica, Il Corriere della Sera, al settimanale Oggi, a Rupert Murdoch, a D’Alema ecc..
Occorre ricordare, come dice il Nostro, che, “con l’Udc, il Pdl ha portato al Partito popolare europeo più di dodici milioni di voti. E’ per questo che auspichiamo che la candidatura di Mauro sia presa in considerazione”.
Qualora Mauro Mario non venga eletto alla Presidenza del Parlamento Europeo, la responsabilità ricadrebbe inevitabilmente o alla modesta credibilità internazionale, guadagnata nel corso degli anni dal Nostro, o alla troppa influenza dei nemici del Nostro che negli ultimi tempi si sono particolarmente impegnati.
da “il Giornale.it” del 19-06-2009
da “la Repubblica.it” del 19-06-2009
