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Alla cerimonia per l’avvio dell’autostrada diretta Brescia-Milano, il Nostro ha dichiarato ai presenti: «Non sono un santo, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica».
E così anche quell’odore di santità, ostentato nel salotto di Vespa, è finito del dimenticatoio insieme a tante altre cose.

Per ‘Repubblica‘ e per chi non lo ha mai ritenuto tale non è certo una novità, ma, viene da chiedersi, perché nessuno ha mai pensato di invitare alla moderazione e alla ragionevolezza la folla che spesso l’accoglieva intonando il coro ‘Silvio Santo Subito’. Altri tempi, altri ottimismi, altre aspettative.
Perché compiacente non si è mai sottratto da quell’appellativo che colpevolmente sapeva di non meritare?

No, non è un Santo, adesso sembra pronto a riconoscerlo anche lui e con il tempo riuscirà a farsene una ragione, ma come faranno a capirlo anche coloro che follemente l’accoglievano?

da ‘Corriere.it’ del 22-07-2009

In una conferenza stampa, il Nostro, riferendosi all’organizzazione del G8 messa in piedi all’Aquila, ha potuto dichiarare: «So­no orgoglioso di aver fatto quasi un miracolo».
Ogni cosa che viene pensata, viene progettata, viene realizzata, non è frutto dell’impegno della fatica, della passione, del lavoro di chi si mette a disposizione per trasformare le idee in realtà, ma di miracoli che il Nostro in abbondanza dispensa.
La conferenza stampa era stata annunciata senza domande dallo staff, infatti è noto che il Nostro non ama rispondere a domande scomode, preferisce rispondere solo a quelle che vorrebbe gli venissero rivolte, quindi se nessuno gliele fa deve porsi le domande da solo: un perfetto factotum dell’informazione.

In merito agli impegni disattesi per i paesi in via di sviluppo ha poi voluto rassicurare «Manterremo gli impe­gni per il global fund entro la fine dell’anno», un nuovo miracolo messo in cantiere.

da ‘Corriere.it’ del 09-07-2009

Nel corso della conferenza stampa il Nostro ha definito il Guardian, fondato nel 1821 a Manchester con 358.844 copie di tiratura (gennaio 2009),: «Il Guardian? Un piccolo giornale … Ha fiducia in me il 64,1% degli italiani»
Il nesso fra gli italiani che hanno fiducia nel Nostro e la definizione di ‘piccolo’ della storica testata inglese, considerata di riferimento degli elettori del partito laburista, non è di facile comprensione. Forse durante il G8 avremo maggiori ragguagli. Per il momento nelle tabelle che seguono si riportano le classifiche della tiratura dei newspapers inglesi e dei quotidiani italiani.
Si può ritenere i dati perfettamente confrontabili, in quanto la popolazione sia del Regno Unito che dell’Italia risulta, (clandestini esclusi), di circa 60 milioni.

Due semplici considerazioni si possono fare: la prima che gli inglesi leggono (o comprano giornali) molto più di noi, e la seconda che il piccolo giornale ‘The Guardian’ vende da solo più copie di quelle che vendono insieme ‘Libero’ e ‘il Giornale’.

Testata

Tiratura (gennaio 2009)

(fonte Wikipedia)

The Sun

3.146.006

Daily Mail

2.228.897

Daily Mirror

1.366.891

Daily Telegraph

842.912

Daily Star

768.534

Daily Express

736.340

The Times

617.483

Financial Times

432.944

The Guardian

358.844

Daily Record

354.302

Evening Standard

292.976

The Independent

215.504

Testata

Copie medie

(fonte Wikipedia)

Corriere della Sera

681.854

La Repubblica

630.080

La Gazzetta dello Sport

371.261

Il Sole 24 Ore

343.855

La Stampa

317.092

Corriere dello Sport-Stadio

240.647

Il Giornale

214.052

Libero

126.549

Tuttosport

113.873

Avvenire

103.203

Italia Oggi

83.023

Il Mattino

82.631

L’Unità

61.492

Il Manifesto

31.760

In un’intervista rilasciata a Mario Giordano, inflessibile penna de ‘il Giornale’, alla vigilia del G8 dell’Aquila, il Nostro si mostra, come suo solito, ottimista.
«Non c’è nessun rischio. La cittadella della Guardia di finanza è anti-sismica, a prova di terremoto. Anche se dovesse arrivare una scossa, tutti gli ospiti sarebbero assolutamente al sicuro».
Probabilmente eventuali scosse potrebbero far parte degli effetti speciali ai quali il Nostro tiene sempre in modo particolare e qualora si verificasse un’attività sismica, sarebbe capace di diventare il protagonista (insieme a Bertolaso) del salvataggio dei grandi della terra.

Per mantenere il giusto tono e per il rispetto degli abruzzesi colpiti, il Nostro, che è il più esperto organizzatore mondiale di G8, ha voluto che il vertice mantenga il massimo livello di sobrietà.
«Non c’è appuntamento che non sia di lavoro. Non ci sarà nemmeno il consueto momento di intrattenimento musicale, come c’è sempre stato in ogni G8».

Sarà di gran rincrescimento per i partecipanti non poter apprezzare le tonificanti melodie apicelliane a coronamento delle faticose giornate di lavoro.

da ‘il Giornale.it’ del 06-07-2009

L’incontro è avvenuto nel cortile di Palazzo Chigi tra Bob Gedolf e, nonostante un fastidioso torcicollo, il Nostro.
La rock star (Bob Gedolf), famosa per il suo impegno per l’Africa, ha accusato l’Italia di non aver mantenuto le promesse prese durante il G8 del 2001 a Genova.
Il Nostro ha ribadito a Bob: «Lei ha ragione, c’è un ritardo nei pagamenti. Noi, però, siamo stati via dal governo per due anni e mezzo. Quando siamo tornati, abbiamo trovato un debito del 110% rispetto al Pil. Ora, a causa della crisi economica, questo debito è salito al 120% e l’Unione Europea non ci permette di restare a questi livelli. Nel fare la legge finanziaria, il Parlamento ha deciso di limitare le spese. Ci è dispiaciuto ridurre anche gli aiuti all’Africa, e su questo abbiamo aperto un dibattito. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si è impegnato a tornare in linea con i nostri impegni entro tre anni».

Alla tabella pubblicata dall’Istat che cita come fonte la Banca d’Italia ho aggiunto una colonna colonna che indica anche il governo in carica.
Ad una attenta lettura della tabella non sembrerebbe che il Nostro abbia trovato il debito al 110% ma al 105,7, inoltre sembrerebbe che la situazione trovata (105,7) non sia stata neppure peggiore di quella lasciata (106,5).

Per sciorinare numeri il Nostro è imbattibile, sa che non è necessario dare numeri corretti, l’importante è fare colpo tanto la platea di solito non è abituata a metterlo in discussione.
 
da ‘La Stampa.it’ del 05-07-2009


Anni

Debito pubblico
 (milioni di euro)

Debito pubblico su PIL

Governo in Carica

1984

        284.825

74,4

Craxi

1985

        346.005

80,5

Craxi

1986

        401.499

84,5

Craxi

1987

        460.418

88,6

Craxi – Fanfani – Goria

1988

        522.732

90,5

Goria – De Mita

1989

        589.995

93,1

De Mita – Andreotti

1990

        663.831

94,7

Andreotti

1991

        750.798

98,0

Andreotti

1992

        847.596

105,2

Andreotti – Amato

1993

        959.111

115,6

Amato – Ciampi

1994

     1.069.415

121,8

Ciampi – Berlusconi

1995

     1.151.489

121,5

Berlusconi – Dini

1996

     1.213.508

120,9

Dini – Prodi

1997

     1.238.170

118,1

Prodi

1998

     1.254.386

114,9

Prodi – D’Alema

1999

     1.282.062

113,7

D’Alema

2000

     1.300.341

109,2

D’Alema – Amato

2001

     1.358.333

108,8

Berlusconi

2002

     1.368.512

105,7

Berlusconi

2003

     1.393.495

104,4

Berlusconi

2004

     1.444.563

103,8

Berlusconi

2005

     1.512.740

105,8

Berlusconi

2006

     1.581.957

106,5

Berlusconi – Prodi

2007

        1.598.934

103,5

Prodi

2008

        1.662.558

105,7

Prodi – Berlusconi

Parlando nel corso del workshop al Tesoro sul rilancio dell’Aquila dopo il terremoto il Nostro ha affermato:«… Questa paura della crisi determina una riduzione dei consumi, e quindi tutti dobbiamo avere paura della paura».

Probabilmente gli interventi del Nostro fanno parte di un programma di training autogeno al quale tutti i cittadini italiani sono iscritti gratuitamente.

Quindi avanti tutta con convinzione, fiducia e ottimismo, sperando in un futuro migliore, in barba a ciò che dicono i proverbi.

da ‘il Giornale.it’ del 03-07-2009

Il governo ha finalmente incassato la fiducia finale sul ‘pacchetto sicurezza‘, il Nostro ha così potuto commentare: «… E’ una legge che è stata voluta da tutto il governo, in particolare da me. Ci darà la possibilità di garantire con misure più efficaci la sicurezza dei cittadini. È un buon segnale, una buona giornata».

Fuori dal governo dilagano polemiche e pareri contrastanti sulla possibilità che questa legge porti dolore a coloro che già sono gli ultimi della società e subiscono ingiustizie e soprusi.

Che importa se quasi l’88% degli italiani si dichiari cattolico, tanto i praticanti sono solo il 37% e se i valori cattolici sono altri, pace, noi ce ne freghiamo.

I politici che abbiamo scelto non sono mammolette, decidono, sono loro che operano per i nostri interessi, sono loro che sono costretti a fare il lavoro sporco e metterci la faccia, noi non possiamo far altro che ringraziarli.


ma che bontà, ma che bontà,
ma che gustino questa roba qua,
ma che bontà, ma che bontà,
ma che cos’è questa robina qua,

Ma che cosa sarà mai questa robina qua.
Cacca!?!?


Testo di: Enrico Riccardi
Musica di: Enrico Riccardi
Canta: Mina
 
da ‘Libero.it’ del 02-07-2009

Il Nostro alla conferenza stampa per la presentazione del G8 ha tenuto a rassicurare i presenti a proposito della stabilità del governo italiano.
A tal proposito ha dichiarato «… il mio, e nostro, governo è il più stabile e sicuro di tutto l’Occidente».
Perché limitarsi solo all’Occidente e non definirlo il più stabile a livello planetario oppure del sistema solare o meglio ancora della galassia.

Stabilità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione inconcepibile
Che punti all’eternità
Adesso è un rapporto davvero
Sono partito da zero
E ora sono al 62,3%

Testo (in parte) di: Giuseppe Anastasi
Musica di: Giuseppe Anastasi, Maurizio Filardo, Giuseppe Mangiaracina

da ‘il Sole 24ore.com’ del 29-06-2009

Il Nostro è arrivato a metà pomeriggio a Viareggio, dove ha effettuato un sopralluogo alla stazione teatro dell’esplosione della cisterna carica di gpl. Dopo il sopralluogo la dichiarazione del Nostro, anche per tranquillizzare i Viareggini è stata: «Non ci sono pericoli ne altri timori né pericoli per i territori circostanti». Il Nostro ha poi sottolineato che l’incidente è stato provocato dalla rottura dell’asse e del mozzo di un vagone cisterna, successivamente quattro vagoni si sono inclinati e si è diffuso il gas.
Lo scoppio è stato probabilmente innescato, ha spiegato il Nostro, dalla scintilla del motore di un motorino. La fiammata ha provocato «temperature elevatissime»,  ha aggiunto il Nostro, «… il vagone è di costruzione americana ed è stato immatricolato in Germania. La scadenza programmata della revisione era prevista dicembre di quest’anno».

Potrebbero esserci tutti gli elementi per una crisi internazionale.

Vista l’accoglienza non troppo entusiastica che i viareggini hanno riservato al Nostro, è tramontata all’istante l’idea di spostare il G8 a Viareggio.

da ‘il Giornale.it’ del 01-07-2009