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Sulla vicenda Alitalia il Nostro ha ribadito ciò che già sostiene da diversi mesi: «Stiamo lavorando affinché Alitalia possa tornare a essere competitiva:
una soluzione che ci consenta di continuare ad avere una compagnia di
bandiera solida, che non faccia perdite ma utili».
Io pensavo che, con le adeguate capacità gestionali, della realizzazione degli utili se ne facesse carico la ‘cordata‘, limitando gli esuberi di personale e facendosi carico della realizzazione di un efficace piano industriale.
Voci farebbero pensare alla divisione in due società una ‘good‘ [quella in utile] e una ‘bad‘ [quella inutile].
Al convegno dei giovani industriali, tenutosi a Santa Margherita Ligure, il Nostro è tornato nuovamente sull’Alitalia dicendo: «Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?».
Forse al Nostro parrà strano, in genere sono i turisti stessi a scegliere la destinazione delle vacanze e non le compagnie aeree, inoltre, mi pare comunque che con Air france i francesi siano in grado di raggiungere moltissime destinazioni.
Noi italiani con Alitalia se le cose continuano così non andremo certo molto lontano.
Significativa frenata ad aprile dei dati di traffico di Alitalia.
Il Nostro ha dichiarato «Air France ha detto no in primo luogo per il veto posto dai sindacati»
Se la difesa dell’italianità di Alitalia è fondamentale, possiamo solo elogiare la posizione dei sindacati che hanno fatto naufragare la trattativa con Air France stimolando la nascita di una cordata nazionale.
I sindacati, che già in passato hanno contribuito considerevolmente al risparmio energetico con l’operazione cancellazione voli, attribuita dai media a rivendicazioni sindacali, non si esimeranno certo dal mantenere il consueto ruolo costruttivo di collaborazione aziendale.
«Mi impegno io. Nuova cordata in pochi giorni», diceva il Nostro giusto un mese fa il 22 Marzo.
Nonostante i francesi di Air France, i russi di Aeroflot, i tedeschi di Lufthansa e cordate varie, la compagnia di bandiera è momentaneamente costretta ad un atterraggio di emergenza.
Come refrain sulla quotidianità Gaber cantava “… ma per fortuna che c’è il Riccardo che da solo gioca a biliardo …” , e così la parola “prestito ponte” non suona ne stonata e neppure nuova e i soldi come al solito li tira fuori lo Stato.
E le banche?
Dobbiamo avere fiducia e aspettare che si facciano avanti, perchè sapranno come sempre fare la loro parte per il bene della comunità, infatti in tutte le occasioni vengono percepite dalla parte dei consumatori.
Il Nostro ha affermato che è “Possibile un tavolo con Aeroflot su Alitalia“ , certo i cugini francesi non ci sono mai stati simpatici, ma l’idea che l’italianità si possa meglio difendere con i russi a prima vista sembra inconsueta, poi forse chissà.
Certo la battaglia di Stalingrado è un lontano ricordo, il muro di Berlino è caduto e tante altre cose sono successe ancora.
Speriamo almeno che paghino in euro e non in rubli!
- Io amo l’Italia e non volo Aeroflot.
Il Nostro ha coniato uno slogan per il rilancio della compagnia di bandiera, che tanti definiscono sull’orlo del baratro.
“Io amo l’Italia, io volo Alitalia“
Lo slogan, senz’altro efficace darà certamente un contributo a risollevare le sorti della compagnia di bandiera, con la stessa filosofia altri slogan sono già disponibili qui di seguito per il Nostro per il rilancio del made in Italy.
- Io amo l’Italia, io guido una Fiat
- Io amo l’Italia, io bevo Barbera
- Io amo l’Italia, io mangio pizza
- Io amo l’Italia, io ascolto Pavarotti
- Io amo l’Italia, io vesto Armani
- Io amo l’Italia, io calzo NeroGiardini
ecc.
