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Il Nostro, ormai quasi di casa a Napoli, a benefici delle telecamere con la ramazza dà lezioni di educazione civica.
“La strada deve essere la continuazione delle vostre case”, ha detto durante la visita, ricordando il dovere morale di fare la raccolta differenziata.

La gita a Napoli è stata, per il Nostro, l’occasione di parlare anche d’altro.
Sulle riforme ha dichiarato: “Per avere un dialogo bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali” ; infatti per rispetto e lealtà può far da maestro a chiunque.
Sull’Alitalia ci ha fatto sapere che il governo sta trattando “con una grande compagnia straniera…”, che ridurrà al minimo gli esuberi (un numero molto inferiore a 20.000), anche perchè gli esuberi di Air France, a deta del Nostro, erano 7.000.
Sulla Finanziaria (rivoluzionaria),“… che evita: incrementi della spesa, taglia i privilegi non comporta aumenti di tasse e non mette le mani nelle tasche degli italiani”.

Programmare l’inflazione all’1,7% quando quella reale e molto superiore, non sarà forse mettere le mani in tasca ma comunque il portafoglio agli italiani si alleggerisce.

E con questo auguriamo al Nostro buone ferie di lavoro con l’augurio di ritrovarlo tonificato dopo la pausa parlamentare estiva.

da ‘Repubblica.it’ del 07-08-2008
da il ‘Corriere della sera’ del 08-08-2008


Il Nostro ha avuto la possibilità di fare al Tg4 alcune riflessioni sulla situazione, tra le quali: «Un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera».

Geniale!

Chi non ricorda, la pubblicità di qualche tempo fa, con un imbianchino che, ostacolando il traffico cittadino circolava con un pennello gigante, diceva al vigile che lo fermava: “Devo dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande”
Il vigile gli ribadiva che: “Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello”
Cinghiale!

E quindi viene spontaneo un amletico dubbio:
“Siamo un Grande paese, o un paese grande?”

da ‘Corriere.it’ del 02-08-2008

Evviva le buone notizie, il Nostro approfittando del Tg5 ribadisce che il piano di salvataggio dell’Alitalia è pronto: “Ci sono capitali e soci … Per l’inizio di autunno riusciremo a raggiungere l’obiettivo di una compagnia di bandiera italiana e in attivo”.

Possiamo andare in vacanza tranquilli e a settembre tutto pronto, tutto a posto.

Il Nostro, riferendosi agli esuberi, per rassicurare i dipendenti ha annunciato che cercherà di ridurne il numero: “In alternativa c’è il fallimento con 20 mila persone che resterebbero a casa. D’altronde – ha ricordato il primo ministro – ci saranno misure di assistenza e l’impegno di ricollocare le maestranze che resteranno senza lavoro”.

Magari qualcuno, quando il Nostro affermava che la cordata era alle porte (23-03-2008), forse pensava ad una soluzione migliore.
Cribbio!
Air France prevedeva 3.000 esuberi, e se anche ci dirottava qualche turista, almeno l’ipotesi fallimento era scongiurata.

L’identità del capro espiatorio è fra le tante cose che non sapremo.

da “il Giornale” del 23-03-2008da ‘Repubblica.it’ del 31-07-2008


Sembra cosa fatta per Alitalia, solo 5.000 esuberi, il piano è stato illustrato, stando a quanto riporta l’Agi, ai senatori del PdL riuniti a cena dal Nostro.

«I 5.000 esuberi verranno attutiti da alcune misure. Ci saranno degli scivoli, dei prepensionamenti. Inoltre misure di ammortizzatori sociali saranno accompagnate da altre soluzioni».

L’importante è che i sindacati non mettano il bastone tra le ruote, ha aggiunto il Nostro, «altrimenti salta tutto».

Possiamo allacciare le cinture siamo pronti al decollo, quelli che non volano anzichè allacciarla la cintura la possono tirare, in fin dei conti, come dice il Nostro, 5.000 esuberi sono meglio di 20.000 esuberi.

da ‘Corriere.it’ del 30-07-2008

Sulla vicenda Alitalia il Nostro ha ribadito ciò che già sostiene da diversi mesi: «Stiamo lavorando affinché Alitalia possa tornare a essere competitiva:
una soluzione che ci consenta di continuare ad avere una compagnia di
bandiera solida, che non faccia perdite ma utili».

Io pensavo che, con le adeguate capacità gestionali, della realizzazione degli utili se ne facesse carico la ‘cordata‘, limitando gli esuberi di personale e facendosi carico della realizzazione di un efficace piano industriale.

Voci farebbero pensare alla divisione in due società una ‘good‘ [quella in utile] e una ‘bad‘ [quella inutile].

da ‘il Giornale.it’ del 16-07-2008

Al convegno dei giovani industriali, tenutosi a Santa Margherita Ligure, il Nostro è tornato nuovamente sull’Alitalia dicendo: «Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?».

Forse al Nostro parrà strano, in genere sono i turisti stessi a scegliere la destinazione delle vacanze e non le compagnie aeree, inoltre, mi pare comunque che con Air france i francesi siano in grado di raggiungere moltissime destinazioni.

Noi italiani con Alitalia se le cose continuano così non andremo certo molto lontano.

da Ansa.it

Significativa frenata ad aprile dei dati di traffico di Alitalia.

Il Nostro ha dichiarato «Air France ha detto no in primo luogo per il veto posto dai sindacati»

Se la difesa dell’italianità di Alitalia è fondamentale, possiamo solo elogiare la posizione dei sindacati che hanno fatto naufragare la trattativa con Air France stimolando la nascita di una cordata nazionale.

I sindacati, che già in passato hanno contribuito considerevolmente al risparmio energetico con l’operazione cancellazione voli, attribuita dai media a rivendicazioni sindacali, non si esimeranno certo dal mantenere il consueto ruolo costruttivo di collaborazione aziendale.

da “Avvenire” del 24-04-2008

«Mi impegno io. Nuova cordata in pochi giorni», diceva il Nostro giusto un mese fa il 22 Marzo.

Nonostante i francesi di Air France, i russi di Aeroflot, i tedeschi di Lufthansa e cordate varie, la compagnia di bandiera è momentaneamente costretta ad un atterraggio di emergenza.

Come refrain sulla quotidianità Gaber cantava “… ma per fortuna che c’è il Riccardo che da solo gioca a biliardo …” , e così la parola “prestito ponte” non suona ne stonata e neppure nuova e i soldi come al solito li tira fuori lo Stato.

E le banche?

Dobbiamo avere fiducia e aspettare che si facciano avanti, perchè sapranno come sempre fare la loro parte per il bene della comunità, infatti in tutte le occasioni vengono percepite dalla parte dei consumatori.


da “il Giornale” del 23-03-2008

Il Nostro ha affermato che è Possibile un tavolo con Aeroflot su Alitalia , certo i cugini francesi non ci sono mai stati simpatici, ma l’idea che l’italianità si possa meglio difendere con i russi a prima vista sembra inconsueta, poi forse chissà.

Certo la battaglia di Stalingrado è un lontano ricordo, il muro di Berlino è caduto e tante altre cose sono successe ancora.

Speriamo almeno che paghino in euro e non in rubli!

  • Io amo l’Italia e non volo Aeroflot.

da “il Giornale” del 19-04-2008

Il Nostro ha coniato uno slogan per il rilancio della compagnia di bandiera, che tanti definiscono sull’orlo del baratro.

Io amo l’Italia, io volo Alitalia

Lo slogan, senz’altro efficace darà certamente un contributo a risollevare le sorti della compagnia di bandiera, con la stessa filosofia altri slogan sono già disponibili qui di seguito per il Nostro per il rilancio del made in Italy.

  • Io amo l’Italia, io guido una Fiat
  • Io amo l’Italia, io bevo Barbera
  • Io amo l’Italia, io mangio pizza
  • Io amo l’Italia, io ascolto Pavarotti
  • Io amo l’Italia, io vesto Armani
  • Io amo l’Italia, io calzo NeroGiardini

ecc.