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In una conferenza stampa, il Nostro, riferendosi all’organizzazione del G8 messa in piedi all’Aquila, ha potuto dichiarare: «Sono orgoglioso di aver fatto quasi un miracolo».
Ogni cosa che viene pensata, viene progettata, viene realizzata, non è frutto dell’impegno della fatica, della passione, del lavoro di chi si mette a disposizione per trasformare le idee in realtà, ma di miracoli che il Nostro in abbondanza dispensa.
La conferenza stampa era stata annunciata senza domande dallo staff, infatti è noto che il Nostro non ama rispondere a domande scomode, preferisce rispondere solo a quelle che vorrebbe gli venissero rivolte, quindi se nessuno gliele fa deve porsi le domande da solo: un perfetto factotum dell’informazione.
In merito agli impegni disattesi per i paesi in via di sviluppo ha poi voluto rassicurare «Manterremo gli impegni per il global fund entro la fine dell’anno», un nuovo miracolo messo in cantiere.
Nel corso della conferenza stampa il Nostro ha definito il Guardian, fondato nel 1821 a Manchester con 358.844 copie di tiratura (gennaio 2009),: «Il Guardian? Un piccolo giornale … Ha fiducia in me il 64,1% degli italiani»
Il nesso fra gli italiani che hanno fiducia nel Nostro e la definizione di ‘piccolo’ della storica testata inglese, considerata di riferimento degli elettori del partito laburista, non è di facile comprensione. Forse durante il G8 avremo maggiori ragguagli. Per il momento nelle tabelle che seguono si riportano le classifiche della tiratura dei newspapers inglesi e dei quotidiani italiani.
Si può ritenere i dati perfettamente confrontabili, in quanto la popolazione sia del Regno Unito che dell’Italia risulta, (clandestini esclusi), di circa 60 milioni.
Due semplici considerazioni si possono fare: la prima che gli inglesi leggono (o comprano giornali) molto più di noi, e la seconda che il piccolo giornale ‘The Guardian’ vende da solo più copie di quelle che vendono insieme ‘Libero’ e ‘il Giornale’.
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Testata |
Tiratura (gennaio 2009) (fonte Wikipedia) |
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The Sun |
3.146.006 |
|
Daily Mail |
2.228.897 |
|
Daily Mirror |
1.366.891 |
|
Daily Telegraph |
842.912 |
|
Daily Star |
768.534 |
|
Daily Express |
736.340 |
|
The Times |
617.483 |
|
Financial Times |
432.944 |
|
The Guardian |
358.844 |
|
Daily Record |
354.302 |
|
Evening Standard |
292.976 |
|
The Independent |
215.504 |
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Testata |
Copie medie (fonte Wikipedia) |
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681.854 |
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630.080 |
|
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371.261 |
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|
343.855 |
|
|
317.092 |
|
|
240.647 |
|
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214.052 |
|
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126.549 |
|
|
113.873 |
|
|
103.203 |
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|
83.023 |
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82.631 |
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61.492 |
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31.760 |
In un’intervista rilasciata a Mario Giordano, inflessibile penna de ‘il Giornale’, alla vigilia del G8 dell’Aquila, il Nostro si mostra, come suo solito, ottimista.
«Non c’è nessun rischio. La cittadella della Guardia di finanza è anti-sismica, a prova di terremoto. Anche se dovesse arrivare una scossa, tutti gli ospiti sarebbero assolutamente al sicuro».
Probabilmente eventuali scosse potrebbero far parte degli effetti speciali ai quali il Nostro tiene sempre in modo particolare e qualora si verificasse un’attività sismica, sarebbe capace di diventare il protagonista (insieme a Bertolaso) del salvataggio dei grandi della terra.
Per mantenere il giusto tono e per il rispetto degli abruzzesi colpiti, il Nostro, che è il più esperto organizzatore mondiale di G8, ha voluto che il vertice mantenga il massimo livello di sobrietà.
«Non c’è appuntamento che non sia di lavoro. Non ci sarà nemmeno il consueto momento di intrattenimento musicale, come c’è sempre stato in ogni G8».
Sarà di gran rincrescimento per i partecipanti non poter apprezzare le tonificanti melodie apicelliane a coronamento delle faticose giornate di lavoro.
L’incontro è avvenuto nel cortile di Palazzo Chigi tra Bob Gedolf e, nonostante un fastidioso torcicollo, il Nostro.
La rock star (Bob Gedolf), famosa per il suo impegno per l’Africa, ha accusato l’Italia di non aver mantenuto le promesse prese durante il G8 del 2001 a Genova.
Il Nostro ha ribadito a Bob: «Lei ha ragione, c’è un ritardo nei pagamenti. Noi, però, siamo stati via dal governo per due anni e mezzo. Quando siamo tornati, abbiamo trovato un debito del 110% rispetto al Pil. Ora, a causa della crisi economica, questo debito è salito al 120% e l’Unione Europea non ci permette di restare a questi livelli. Nel fare la legge finanziaria, il Parlamento ha deciso di limitare le spese. Ci è dispiaciuto ridurre anche gli aiuti all’Africa, e su questo abbiamo aperto un dibattito. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si è impegnato a tornare in linea con i nostri impegni entro tre anni».
Alla tabella pubblicata dall’Istat che cita come fonte la Banca d’Italia ho aggiunto una colonna colonna che indica anche il governo in carica.
Ad una attenta lettura della tabella non sembrerebbe che il Nostro abbia trovato il debito al 110% ma al 105,7, inoltre sembrerebbe che la situazione trovata (105,7) non sia stata neppure peggiore di quella lasciata (106,5).
Per sciorinare numeri il Nostro è imbattibile, sa che non è necessario dare numeri corretti, l’importante è fare colpo tanto la platea di solito non è abituata a metterlo in discussione.
da ‘La Stampa.it’ del 05-07-2009
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Anni |
Debito pubblico |
Debito pubblico su PIL |
Governo in Carica |
|
1984 |
284.825 |
74,4 |
Craxi |
|
1985 |
346.005 |
80,5 |
Craxi |
|
1986 |
401.499 |
84,5 |
Craxi |
|
1987 |
460.418 |
88,6 |
Craxi – Fanfani – Goria |
|
1988 |
522.732 |
90,5 |
Goria – De Mita |
|
1989 |
589.995 |
93,1 |
De Mita – Andreotti |
|
1990 |
663.831 |
94,7 |
Andreotti |
|
1991 |
750.798 |
98,0 |
Andreotti |
|
1992 |
847.596 |
105,2 |
Andreotti – Amato |
|
1993 |
959.111 |
115,6 |
Amato – Ciampi |
|
1994 |
1.069.415 |
121,8 |
Ciampi – Berlusconi |
|
1995 |
1.151.489 |
121,5 |
Berlusconi – Dini |
|
1996 |
1.213.508 |
120,9 |
Dini – Prodi |
|
1997 |
1.238.170 |
118,1 |
Prodi |
|
1998 |
1.254.386 |
114,9 |
Prodi – D’Alema |
|
1999 |
1.282.062 |
113,7 |
D’Alema |
|
2000 |
1.300.341 |
109,2 |
D’Alema – Amato |
|
2001 |
1.358.333 |
108,8 |
Berlusconi |
|
2002 |
1.368.512 |
105,7 |
Berlusconi |
|
2003 |
1.393.495 |
104,4 |
Berlusconi |
|
2004 |
1.444.563 |
103,8 |
Berlusconi |
|
2005 |
1.512.740 |
105,8 |
Berlusconi |
|
2006 |
1.581.957 |
106,5 |
Berlusconi – Prodi |
|
2007 |
1.598.934 |
103,5 |
Prodi |
|
2008 |
1.662.558 |
105,7 |
Prodi – Berlusconi |
Il Nostro alla conferenza stampa per la presentazione del G8 ha tenuto a rassicurare i presenti a proposito della stabilità del governo italiano.
A tal proposito ha dichiarato «… il mio, e nostro, governo è il più stabile e sicuro di tutto l’Occidente».
Perché limitarsi solo all’Occidente e non definirlo il più stabile a livello planetario oppure del sistema solare o meglio ancora della galassia.
Stabilità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione inconcepibile
Che punti all’eternità
Adesso è un rapporto davvero
Sono partito da zero
E ora sono al 62,3%
Testo (in parte) di: Giuseppe Anastasi
Musica di: Giuseppe Anastasi, Maurizio Filardo, Giuseppe Mangiaracina
Per il Nostro, ormai alla vigilia del G8, si tratta solo di un’ondata di fango alla quale bisogna resistere.
E così, sdrammatizzando e facendo quadrato intorno al Nostro, che ci fa sapere: «Chi vuole colpire con l’odio me e il governo colpirà il Paese».
E così, avere informazioni sulla condotta di chi forse predica male e razzola peggio, diventa solo una campagna persecutoria di odio e di invidia verso chi, per il bene del paese, si sta impegnando al massimo.
I preparativi per l’accoglienza dei grandi della terra si stanno concludendo e ‘l’ondata‘ non deve, e non può, incrinare l’immagine cristallina che il Nostro si è già faticosamente conquistato all’estero.
A margine del vertice del G8, il Nostro ci informa che, oltre alle tante cose di cui i grandi della terra devono farsi carico, «si è parlato della necessità di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo».
Al Nostro sembra avere un’attrazione particolare per le cifre tonde dopo la dichiarazione dello stanziamento di 1.000.000.000 di $ per la fame nel mondo (preferendola a 638.040.006 euro), adesso ci informa del programma di sviluppo nucleare per 1.000 nuove centrali nucleari.
La cifra di 1.000.000 l’aveva già usata per i posti di lavoro.
Ah, dimenticavo 1.000 l’aveva usato anche per l’importo minimo delle pensioni.
Chissà che non abbia suggerito il titolo alla famosa canzone di Battisti
‘10 ragazze per me‘.
Apprendiamo dall’Ansa che il Nostro, in Giappone per il G8, incontrando la stampa in una conferenza a margine dell’ufficialità del summit ha dichiarato: ” Sono in totale sintonia con la Chiesa cattolica … l’Italia ha fatto il massimo stanziando “un miliardo di dollari” e che, nonostante voglia “fare di più” è impossibilitata a farlo a causa del “debito ereditato”.
La cifra oltre ad essere importante, mi ha fatto tornare alla memoria il simpatico personaggio del signor Bonaventura ricco ormai da far paura terminava sempre la sua avventura facendo bella mostra di un biglietto da un milione che diventò giusto da un miliardo negli anni ‘80.
Se, come si legge nella stessa nota, la Commissione europea ha annunciato di voler proporre ai Paesi membri dell’Unione lo stanziamento di 1 miliardo di euro; desumo che il contributo italiano è pari al 63,9% del contributo europeo.
Per una volta primi.
Il Nostro, che in questi giorni si trova in Giappone per il vertice del G8 che si terrà nell’isola di Hokkaydo, replica alle affermazioni di Umberto Bossi dicendo «Umberto Bossi ogni tanto ama divertirsi, invece c’è grandissima unità in questo governo».
Mica vogliamo impedire a Bossi la possibilità di scherzare, l’allegria è il sale della vita, è una speciale condizione che ci permette di guardare al futuro con serenità e fiducia.
Degli scherzi di Bossi ne ricordo uno molto ben riuscito, era sul finire del ‘94, quando causò la fine del primo governo del Nostro presentando la mozione di sfiducia che venne approvata dal Parlamento.
Il Nostro, che a quel tempo aveva qualche capello in meno e non era molto esperto di politica, non era riuscito ad evitare che lo scherzo diventasse una cosa seria.
Oggi, da esperto politico navigato che è, con vari governi alle spalle saprà far divertire sia il Bossi e anche tantissimi italiani.
